Comunicazioni IVA con effetti estesi al redditometro
La comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini IVA, per importi superiori ai 3.000 euro, apre i riflettori sul redditometro, anche se resta confermato che vedrà impegnata negli adempimenti prescritti «una ristretta platea dei titolari di partita IVA, escludendo milioni di soggetti di minori dimensioni per i quali gli oneri connessi all'adempimento dell'obbligo in questione appaiono non proporzionati alla pur importante finalità della disposizione».
È quanto ha spiegato, in una risposta ad un'interrogazione in Commissione Finanze alla Camera, il Sottosegretario all'Economia, Sonia Viale. La finalità della norma, ha spiegato il Sottosegretario, è quella di «permettere una rapida ed efficace individuazione di soggetti a rischio frode ed evasione», in modo da far scattare per tempo i controlli. Stando al tenore della risposta appare però meno certa, rispetto alle prime anticipazioni, l'esclusione dalle comunicazioni delle operazioni verso privati.
Non è escluso quindi l'utilizzo ai fini del redditometro. Anzi la risposta del Sottosegretario spiega esplicitamente che: «l'analisi e l'incrocio dei dati acquisiti consentiranno una più puntuale ricostruzione della congruità dei volumi d'affari e dei costi indicati nelle dichiarazioni nonché l'individuazione di spese e consumi di particolare rilevanza utili all'individuazione della capacità contributiva, in specie ai fini dell'accertamento sintetico».
Fonte: Antonio Criscione, pag. 35 – Il Sole 24 ORE di giovedì 16 settembre 2010